Sudan per La Repubblica — Ch 3

May 11, 2026

Con la guerra tra l’esercito sudanese e le Rapid Support Forces entrata nel 4° anno, la presenza di altri gruppi armati rende il conflitto sempre più frammentato e lontano da una possibile risoluzione.

April 23, 2026

Text by Fabio Tonacci / La Repubblica
Photography by Fabio Bucciarelli per La Repubblica

OMDURMAN – ll capo è di poche parole, tutte sussurrate. Sono gli altri che si devono sforzare di afferrare al volo gli ordini, impartiti una volta sola. «La Joint Force è organizzata come l’esercito, abbiamo una gerarchia, dei gradi e ruoli precisi». Il suo è comandare le operazioni dei miliziani, coordinandosi sul campo con le truppe governative. Una volta, ai tempi dei massacri e della pulizia etnica in Darfur, erano nemici. Si sparavano contro. Ma in Sudan le alleanze sono come le acque del Nilo Azzurro: scorrono più rapidamente che altrove e non sono mai le stesse.

La casa del generale Jaber Ishaq Ali Ambadi è in un quartiere chiassoso di Omdurman, protetta da una palma e dal filo spinato. Sul tavolo della sala, un cesto con le mele, i mango e le banane: frutta fresca e polposa, da benestanti, non quella guasta e ammaccata venduta nei chioschi fuori. «All’inizio della guerra eravamo neutrali, poi abbiamo visto quel che le Rapid support forces (Rsf) di Hamdan Dagalo hanno fatto nei mesi dell’occupazione di Khartoum, le nostre donne stuprate e vendute in Ciad e in Niger, i bambini forzati ad arruolarsi, le esecuzioni di massa a Geneina, gli insegnanti trucidati…».

A quel punto — era il novembre 2023 — la Joint Force, coalizione di cinque formazioni ribelli del Darfur, ha cambiato linea. Scortare i camion degli aiuti umanitari e distribuire il cibo non era più sufficiente ad assolvere il compito che si erano dati, ossia proteggere i civili: le comunità nere africane del Darfur nel 2003; la popolazione della capitale e i villaggi del sud, vent’anni dopo. «Ora siamo a fianco delle Sudanese armed forces (Saf), l’esercito regolare di Abdel Fattah al-Burhan. Abbiamo contribuito alle offensive a Bara e Umm Sumeima. Nel Kordofan abbiamo rotto l’assedio di Dilling». […] ©Fabio Tonacci

Joint Forces fighters pose for a portrait at a base camp north of Omdurman, April 11, 2026. The coalition, aligned with the Sudanese Armed Forces, operates against the Rapid Support Forces (RSF) in the fourth year of a conflict that continues to redraw the lines of control across the country’s territory. ©Fabio Bucciarelli

Portrait of a group of fighters of the Joint Forces at a base camp north of Omdurman, April 11, 2026. The coalition, aligned with the Sudanese Armed Forces, operates against the Rapid Support Forces (RSF) in the fourth year of a conflict that continues to redraw the lines of control across the country’s territory. ©Fabio Bucciarelli

Fighters of the Joint Forces rest at a base camp in Omdurman, April 11, 2026. The Joint Forces are aligned with the Sudanese Armed Forces in their fight against the Rapid Support Forces (RSF), in the fourth year of a conflict that continues to reshape the country’s lines of control. ©Fabio Bucciarelli

Fighters of the Joint Forces on the back of a pickup truck along the roads of Omdurman, April 11, 2026. The coalition, aligned with the Sudanese Armed Forces, operates against the Rapid Support Forces (RSF) in the fourth year of a conflict that continues to redraw the lines of control across the country’s territory. ©Fabio Bucciarelli

Il Sudan entra nel quarto anno di guerra intestina, la più violenta, che ha creato la più grande crisi umanitaria del pianeta. Lascio spazio alla fotografia e alle parole dell’amico e collega Fabio Tonacci, che raccontano meglio di chiunque altro il cuore e la speranza schiacciata dal peso della guerra. Insieme abbiamo viaggiato lungo il Paese, da Port Sudan a Khartoum fino al Kordofan, il nuovo fronte, il nuovo Darfur. Su Repubblica trovate il lavoro completo, un grande reportage diviso in tre capitoli, tre cover story che introducono tre doppie pagine, dove testo e fotografia si uniscono in un unico racconto: Khartoum, la città fantasma, sulla crisi umanitaria in Kordofan e sulle milizie della Joint Force che combattono a fianco dell’esercito regolare. Buona lettura.