The World We Live In

Launching this newsletter wasn’t an easy decision. Maintaining an online presence requires effort, both in writing and reading and time is our most valuable resource. What ultimately pushed me to take this step was the encouragement I received and my desire to create a new space for reflection and meaningful sharing—especially as the future of social media feels increasingly uncertain.

The main goal of this newsletter is to build a direct connection with the community. Through the subscribers’ chat, we’ll have the chance to communicate and exchange ideas, suggestions, and inspiration—essential elements for improving and growing together.

Don’t worry—I won’t flood your inbox with constant updates. This newsletter will be released about once a month, hoping to become a space where we can connect and reflect on the world we live in. What can you expect here? I’ll now share updates on my work, including editorial projects, books, and workshops. In the future, I’d love to include useful tips, editorials, full reportages, and articles. With limited time available, we’ll evaluate interests and possibilities together to shape what this project becomes.

If you think this newsletter might interest your friends or colleagues, feel free to share it with them—spreading the word makes all the difference!

 

The World We Live In

Lanciare questa newsletter non è stata una decisione facile, ma c’è una motivazione profonda dietro questa scelta. In un momento in cui il giornalismo è sempre più frammentato e condizionato da pressioni esterne e propaganda, sento il bisogno di ricostruire un legame diretto con il pubblico, con chi cerca ancora una riflessione autentica, storie vere e uno sguardo diretto dal campo.

Oggi il patto di fiducia tra lettori e giornali si è rotto. I media tradizionali—giornali e riviste, quelli che ancora esistono—sono vincolati dalla velocità , dalle pressioni politiche, privi delle risorse e del tempo necessari a sostenere un certo tipo di giornalismo. Quel giornalismo che conta per me, e per molti altri, mette al centro le persone e le loro storie. Non credo nelle notizie superficiali e veloci, né nei discorsi riciclati. Credo in un giornalismo che ascolta, che va sul campo, che entra in contatto con le persone e le loro culture per raccontarne le storie, perché vive insieme a loro. Non si tratta di semplice divulgazione, di fare un video o un podcast ogni giorno su tematiche diverse; si tratta di praticare il giornalismo come dovrebbe essere. Proprio come nella fotografia, a volte fare un passo indietro ci aiuta a vedere il quadro più grande.

Cosa troverai

Con tempo e con la cura che questo tipo di giornalismo richiede, troverai:

  • Contenuti esclusivi: reportage dal campo, dietro le quinte, riflessioni sul fotogiornalismo e sullo storytelling. Collaborazioni con professionisti e consigli pratici.
  • Dialogo diretto: uno spazio per conversazioni aperte e senza filtri su temi importanti—senza distrazioni, senza perdere tempo.
  • Opportunità per gli abbonati: video, podcast, revisioni di portfolio, eventi, workshop e incontri in presenza, sconto sui libri e stampe in omaggio.

The World We Live In si propone di raccontare il mondo così com’è, attraverso gli occhi di chi lo vive—i suoi conflitti, le conseguenze, le sue rinascite. È un progetto ambizioso, ma non lo realizzerò da solo. Mi accompagneranno colleghi ed esperti—da alcuni dei principali fotogiornalisti del mondo a specialisti di traumi da guerra—che condivideranno conoscenze, prospettive e progetti. Questo non sarà solo uno spazio per raccontare storie, ma per il dialogo, la crescita e lo scambio.

Si tratta di un progetto vivo, in continua evoluzione. Crescerà, cambierà e si adatterà, ma sempre con lo stesso obiettivo: costruire un giornalismo trasparente e indipendente. Un giornalismo che ascolta, che osserva con cura e si prende il tempo necessario. Un giornalismo senza filtri, senza censura, senza quell’inviolabile muro tra chi scrive e chi legge. Qui, gli editori non sono figure invisibili chiuse in uffici: siete voi, i lettori. Perché le storie non vengono imposte dall’alto; si costruiscono insieme, attraverso un dialogo diretto, senza gerarchie, senza intermediari, senza verità preconfezionate.

Se credi che questo tipo di giornalismo abbia ancora importanza, considera di condividerlo. Ogni nuovo abbonato contribuisce a costruire qualcosa di reale—qualcosa che resista alla fretta dei tempi moderni. Dopo un primo anno di prove, esperimenti e piccoli passi dal 2016, questa newsletter rimarrà gratuita per tutti, ma solo per tre giorni. Poi diventerà riservata agli abbonati. Perché? Perché per fare un certo tipo di giornalismo c’è bisogno di tempo. Tempo per pensare, osservare, approfondire. Tempo per selezionare ogni parola, ogni immagine, ogni dettaglio. Tempo per raccontare storie vere, senza compromessi, senza fretta. Sostenere questo progetto significa regalarmi quel tempo. Significa permettermi di continuare a fotografare e scrivere con libertà, con cura, con passione. Significa tenere vivo uno spazio che, altrimenti, non potrebbe esistere.

Puoi scegliere come sostenere il progetto, secondo le tue possibilità e il tuo livello di coinvolgimento:

  • Gratuito (3 giorni) – Leggi tutti i contenuti della newsletter per una settimana dalla pubblicazione.
  • Abbonamento mensile – 5€ – Accesso immediato a tutti i contenuti esclusivi, report dal campo, riflessioni sul fotogiornalismo e aggiornamenti sui progetti.
  • Abbonamento annuale – 50€ – Pagamento in un’unica soluzione con il 17% di risparmio rispetto al mensile. Tutti i contenuti esclusivi saranno tuoi per un anno intero, con accesso diretto a dialoghi e approfondimenti.
  • Founding Member – l’opzione per i fedelissimi – Oltre a sostenere il progetto, riceverai una stampa fotografica in edizione limitata (12 × 18 cm) e il 10% di sconto sul mio bookshop. L’occasione per entrare nel cuore del progetto e partecipare attivamente alla sua crescita. 

Grazie per il tuo tempo e per aver scelto di non voltare lo sguardo